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domenica 5 aprile 2009

WHITE RIM ROAD

La '''White Rim Road''' è una strada sterrata lunga circa 70 miglia che si snoda all'interno del Canyonlands National Park nello Utah.
La strada alterna impegnativi passaggi a tratti in terra battuta più rilassanti e, come all’interno di tutto il Canyonlands National Park, non c’è acqua potabile; per questo i Ranger del parco percorrono spesso la strada per aiutare chi si trova in difficoltà.
La strada è percorribile in fuoristrada, in moto ed in bicicletta, vige il limite di 15 miglia all’ora, per un totale di circa 8 ore se percorsa in fuoristrada.
Il centro abitato più vicino è Moab UT. Questa è la base di partenza naturale. Da Moab sono 2 i percorsi per raggiungere l’inizio della White Rim Road. Il più veloce, che vi richiede poco meno di un'ora, percorre la Highway 191 sino all’incrocio con la 313 e poi lungo questa sino all’ingresso del Canyonlands National Park. Poco dopo l’ingresso (38° 28’ 17.52” N 109° 48’ 41.14” O) una strada sterrata di poco più di 5 miglia, la Shafer Trail, scende con ripidi tornanti sino all’inizio della White Rim Road (38° 27’ 33.10” N 109° 47’ 41.00” O ).
L’altra possibilità è, partendo sempre da Moab, percorrere la Highway 279 costeggiando il Colorado River sino alla Potash Plant ( ove sono presenti le vasche di decantazione del potassio) e da qui percorrere la Potash Road una panoramica strada sterrata che inoltrandosi nel Canyonlands National Park vi porterà sino all’inizio della White Rim Road.
Questa seconda opzione richiede almeno un'ora e mezza e attraversa il Thelma and Luise Point (38° 27’ 09.00” N 109° 44’ 04.00” O), il Gooseneck Overlook (un bellissimo punto panoramico sul Colorado River, il Musselman Arch, un overlook sul Maze District e alla fine le rovine di Fort Bottom.
Lungo le sue 70 miglia la White Rim Road percorre il White Rim un plateau risalente a 225 milioni d’anni fa che costeggia il Colorado River prima ed il Green River poi.
La White Rim Road termina al confine del Canyonlands National Park (38° 29’ 57.10” N 110° 01’ 18.30” O). La White Rim Road è stata costruita negli anni '50 del secolo scorso per avere accesso alle miniere, che sono chiuse da tempo.

lunedì 2 febbraio 2009

Potash Road e Shafer Trail

Il fiume Colorado serpeggia tra le alti pareti di arenaria rossastra: 
a nord si eleva il tavolato di Island in the Sky appartenente al 
Canyonlands National Park, mentre a sud torreggiano i Canyons Rims. Il 
percorso si sviluppa tra le contee di Grand e di San Juan proponendo 
siti archeologici, rarità geologiche e numerose deviazioni dirette ad 
altrettante postazioni spettacolari. 
La Potash Road costituisce il proseguimento della breve statale 279 
che si diparte in direzione ovest dalla US Hgwy 191 immediatamente a 
nord di Moab. L'imbocco della 279 si trova precisamente a circa 2, 5 
km a nord del ponte sul Colorado. 
La bella strada segue la riva destra del fiume per 3 km fino al 
Colorado River Portal da cui si entra in uno stretto canyon dai dirupi 
di colore rosso-arancione che si specchiano nelle tranquille acque del 
fiume: si tratta di arenarie della Moab Fault che caratterizzano un 
tipico ambiente del Triassico. Superato il Portal si consiglia una 
sosta al JayCee Park che propone un sentiero diretto al Portal 
Overlook: una postazione affacciata sul bordo della forra formata dal 
fiume. Proseguendo sulla 279, si noteranno due pannelli che segnalano 
altrettanti esempi di arte rupestre anasazi incisi sulle pareti 
strapiombanti alla destra della direzione di viaggio. Le soste 
consentono di osservare da vicino gli animali stilizzati e la 
simbologia di quella cultura precolombiana che ha caratterizzato 
l'intera regione. 
Proseguendo sulla 279 ci si imbatte in alcuni trail che portano a due 
splendidi archi naturali il Corona e il Bowtie. Più avanti sempre 
sulla 279, una sterrata entra nel Long Canyon sulla parete del quale 
si apre il Jug Handle Arch. Avendo tempo a disposizione, si potrebbe 
risalire il selvaggio e tormentato Long Canyon verso il Pucker Pass, 
tra fantastiche formazioni rocciose e alti dirupi si possono così 
cogliere indimenticabili scorci  dell'Island in the Sky e dell'area 
dei Canyon Rims che si estende a meridione.. Dopo 27 km dalla 191, 
l'asfalto della 279 termina ed inizia la Potash Road. Al 20° miglio, 
si arriva alle vasche di decantazione della Moab Salt Production, dove 
sale e potassio sono estratti tramite un processo di lavaggio dai 
sedimenti circostanti. La pista si allontana dal Colorado entrando 
nello Shafer Basin e avvicinandosi alla Pyramide Butte, un bastione 
alto 1742 metriche torreggia su un ansa del fiume. Il tracciato qui 
identificato come South Fork Road o Country Road 142 si orienta quindi 
verso la spettacolare zona di Goose Necks, dove il corso d'acqua forma 
quegli stretti meandri che costituiscono la principale attrattiva del 
Dead Horse Point State Park. Il Dead Horse Point, una straordinaria 
postazione appollaiata sul bordo meridionale  del Big Flat, si trova 
infatti in cima  all'impressionante parete che si eleva immediatamente 
a nord della pista. Qui si viaggia in uno stretto corridoio compreso 
tra il fiume e i rossi dirupi dell'Island in the Sky formati da 
depositi accumulatisi nel corso di intere ere geologiche. 
Dopo circa 18 km dall'inizio del tratto sterrato, la pista entra nel 
parco nazionale di Canyonlands risalendo i tratti terminali di due 
piccole forre dello Shafer Canyon. Si confluisce così sullo Shafer 
Trail: mentre a sinistra inizia il White Rim Trail girando a destra su 
completa l'itinerario inerpicandosi sul Red Sea Salt. Quest'ultimo 
tratto offre emozioni indimenticabili: la pista chiaramente visibile 
dal basso, si dipana ripidissima lungo l'alta parete (The Neck) 
proponendo una sequenza ininterrotta di scorci mozzafiato. 
I 38 km complessivi dello sterrato escluse le deviazioni non 
presentano difficoltà e si percorrono in circa 2 ore. Lo Shafer Trail 
propone tornanti molto stretti ma non difficili. 
Per le mappe possono servire: 
Canyonlands National Park: Needles e Island in the Sky della serie 
Trails Illustrated (National Geographic) 
Moab self guided auto tours (BLM) 
Moab Area 4WD trails (BLM)

sabato 31 gennaio 2009

Moab: "Gateway" per il sud-Ovest


Moab è una città con un alta presenza di campeggi per famiglie e con numerosi motel vicini ad alcuni dei più bei Parchi Nazionali dello Utah. La cittadina, offre la possibilità tramite tour operator specializzati di poter fare diverse attività, quali: mountain bike con facili pedalate, oppure impegnative (secondo il grado di preparazione), rafting sul Colorado, itinerari con il fuoristrada anche self-use (Shafer Trail su tutti), il tutto nelle immediate vicinanze di Moab, che non mancheranno di tenere occupato il turista per più giorni (infatti sono molte le cose da vedere e fare, e che vanno ben oltre i canonici due giorni che vengono dedicati dai turisti italiani), comprensive di una o più visite a Canyonlands e Arches (magari visitando Horseshoe Canyon Units oppure Klondike Bluff). Da Moab poi (seguendo un itinerario classico super collaudato con partenza da Denver) si possono raggiungere comodamente gli altri parchi dello Utah, Capitol Reef, Zion, Bryce, Glen Canyon e il lago Powell e proseguire verso altre destinazioni presenti sia nel Nevada, sia in Arizona.

Attività a Moab e travel tips:


Corona e Bowtie Trail porta ad un paio di archi di grandi dimensioni, ma molto diversi, in circa tre miglia tra andata e ritorno (di moderata difficoltà; portare acqua). Questa bellissima escursione porta via 3-4 ore, da qui si godranno dei grandi panorami sulla Moab Valley.

Molte opportunità di salire in sella alla mountain-bike per attraversare paesaggi e sorprendenti canyon vicino a Moab. Le condizioni migliori sono in primavera (da metà marzo a fine maggio) e autunno (metà settembre, fino alla fine di ottobre).

I molti Tour Operator di Moab offrono diverse opzioni per escursioni di più giorni, escursioni collettive, oppure di un singolo giorno sul verde e vicino fiume Colorado. È inoltre possibile organizzare escursioni con la propria attrezzatura oppure a noleggio (fuoristrada, kayak, mountain-bike, tende e attrezzatura da campeggio).

Violate per la prima volta nel 1960, le drammatiche guglie di Fisher Towers ora attirano molti rocciatori e molti escursionisti (esiste un trail che fa il giro di queste guglie, di moderata difficoltà, si consiglia di portare molta acqua). L'hike dura all'incirca tre ore, si consiglia di fare l'escursione nelle prime ore del mattino oppure nel tardo pomeriggio. Le torri sono un importante punto di riferimento e si trovano a 25 miglia a nord-est di Moab.

giovedì 22 gennaio 2009

Arrivare a The Wave (Coyote Buttes) a.k.a. Onda




Il percorso ufficiale più corto inizia al "Wire Pass Trailhead" dove si può lasciare la propria automobile. Il permesso dà il diritto al parcheggio gratuito, altrimenti si pagano cinque dollari per auto. Da questo punto si è a circa tre km in linea d'aria dalla mitica "Onda". Però ci sono circa cento metri di dislivello (1577 metri sul livello del mare); con il bel tempo si può raggiungere la meta intorno all'ora e mezza di cammino. Tuttavia in questo giorno abbiamo combattuto non solo con il caldo soffocante ma anche con una tempesta di sabbia, veramente fastidiosa. Più volte ci siamo trovati con una forte difficoltà a respirare. Si è comunque dimostrato utile portare gli "Ohropax", con i quali abbiamo potuto riparare per un pò le nostre orecchie dalla sabbia fine che si intrufolava dappertutto. (Un pò quello che era successo a noi durante la prima parte del trail di "Horseshoe Canyon"..ndr). Nei mesi estivi fa terribilmente caldo, 40 gradi non sono un'eccezione da queste parti, ma bensì la normalità; di conseguenza consigliamo alle persone che hanno problemi con questo tipo di clima di rinunciare a questa gita programmando itinerari più consoni alle proprie possibilità. Portate molta acqua, almeno tre litri per persona. Per quanto riguarda il cibo, abbiamo risparmiato sui pesi, portando solo della frutta e delle barrette energetiche, e qualche biscotto salato, così abbiamo mangiato molto leggero, ma credetemi, è stata la scelta migliore. Le migliori condizioni per fotografare "l'Onda" si trovano in definitiva verso mezzogiorno e nelle prime ore del pomeriggio. Nelle altre ore, il sole raggiunge la base delle rocce, e poi l'ombra diviene veramente disturbante. Questo vale per il tragitto dall'entrata Nord sino a "The Wave" che è illuminato accuratamente sino a mezzogiorno. Lo stesso discorso vale anche per tutto il territorio intorno a questa bellezza naturale. In definitiva, la luce migliore si ha al mattino!.
Chi si limita solo a "The Wave", si lascia scappare molte cose. La cosa migliore da fare, è quella di pianificare un giorno completo e partire il prima possibile. Panorami interessanti se ne trovano parecchi lungo tutto il percorso. Una di queste è per esempio "Top Rock" che si trova immediatamente dietro alla famosa "Onda". Solo da quassù si schiude uno dei migliori colpi d'occhio, fatto di colori e di forme dell'intera zona di "Coyote Buttes". Da qui si può passare anche alle nomate "Brain Rocks". Per questo tipo di itinerario, sono assolutamente necessarie scarpe da camminata o da trekking, per via delle salite a volte molto ripide e pericolose. Invece non è necessaria, attrezzatura da roccia, come potrebbero essere corde o altro. Dall'altopiano di "Top Rock" si gode di un grandioso colpo d'occhio sull'immenso territorio di "Coyote Buttes". Questo altopiano si estende per molti chilometri fino alla parte sud e invita a lunghe camminate. La differenza di altezza tra "The Wave" e la cima di "Top Rock" è nettamente visibile, quasi 100 metri. Questo sarebbe il posto giusto per fare un pic-nic, noi ce lo siamo goduto comunque...

Dopo il tramonto abbiamo utilizzato le migliori condizioni di luce per fotografare. Eravamo lì insieme ad altre cinque persone, tutti fotoamatori, (nessuno in grande formato, per fortuna). Solamente io ho scattato circa settanta fotografie digitali e un rullino completo. Per la mia macchina fotografica digitale, ho usato un microdrive (1gb), e di conseguenza, non avevo problemi di spazio, e potevo fotografare tutto quello che mi andava. Per le foto analogiche abbiamo usato le nostre Canon SLR (Eos 30 e Rebel G) a cui abbiamo abbinato delle Fuji Reala Asa 100. Consigliamo di portare con sè un buon treppiede, anche se questo potrebbe risultare abbastanza faticoso. Il nostro "Manfrotto" pesava con relativa testa più di 3 kg, e il portatore si è infine rassegnato, e alla fine la qualità delle fotografie parla da sola ...

Il nostro intero viaggio durò circa 5 ore, e il percorso non è particolarmente esigente in termine di fatica, e per questo può venire affrontato da tutti, anche se con le dovute precauzioni. Uno dei nostri consigli è quello di portarsi molta acqua. Lo sfondo durante tutto il viaggio è veramente straordinario, la pace non viene mai disturbata da nessuna fiumana di turisti chiassosi. L'Onda e l'intero territorio di "Coyote Buttes" sono sicuramente uno dei più bei teatri naturali che l'ovest degli Usa ha da offrire. Per noi sicuramente, questa non sarà sicuramente l'ultima volta che ci andremo. Ad ogni modo, la prossima volta vorrei partire un pò più tardi e rimanere fino al tramonto..

Coyote Buttes, si trova nella zona di confine tra lo Utah e l'Arizona nel sud-ovest degli USA. L'unico accesso passa attraverso la House Rock Valley Road , anche se in verità, ci sarebbe un'altra via per raggiungere l'Onda. Le condizioni di questa "dirt Road" oscillano a seconda del tempo atmosferico; se è piovuto per lungo tempo diventa impraticabile. Poi può a volte succedere che sia bloccata. Al di fuori di questa strada principale serpeggiano un groviglio di piste di sabbia e ghiaia che si possono utilizzare solamente se si ha un ragionevole bagaglio di cartine e un mezzo a quattro ruote motrici (4WD). Coyote Buttes si divide in due zone: la zona a nord e la zona a sud. Il confine naturale forma con ciò la parte chiamata "Top Rock". Per entrambe le "location" il BLM (Bureau of Land Management) distribuisce permessi separati. Quelli per la zona a nord sono di gran lunga più difficili da ricevere di quelli per il sud. Qui sta la principale attrazione di questa zona, l'Onda. Tra l'altro un permesso per la parte sud non autorizza l'accesso alla parte nord (purtroppo). Un'eccezione la formano i "Teepees", questi si trovano fuori da questa zona e possono venire visitati in ogni momento. La parte nord, dispone di due entrate ufficiali, "Wirepass" e "The Notch". La maggior parte dei visitatori utilizzano la prima. Ciò significa il percorso sino all'Onda, da lì è decisamente più facile e si hanno migliori punti di orientamento. La seconda entrata è francamente molto più pretestuosa! Si deve passare attraverso una ripida catena di montagne e attraverso sabbie profonde. L'orientamento risulta perciò molto più difficile. Quindi l'accesso è da consigliare solamente a coloro che sono preparati per affrontare questo tipo di tracciato e che hanno con sè un apparecchio GPS. (Noi consigliamo un Magellan della serie Emap, oppure un Garmin CS60 o 85, molto più precisi e affidabili degli economici Geko..ndr).

Il BLM, distribuisce quotidianamente venti autorizzazioni, di cui solo dieci tramite prenotazione online: BLM Paria. E' possibile prenotare online sino a sette mesi in anticipo e costa solamernte cinque dollari (diffidate di chi vi parla di lotterie per partenze nello stesso giorno presso la Paria Contacts Station, per chi non ha un permesso, ciò non è assolutamente veritiero, è vero invece che molto spesso e durante i mesi estivi, sono i TO di Kanab o di Page ad accaparrarsi i permessi rimanenti). Il motivo di queste limitazioni, è la folla gigantesca. In pochi minuti è possibile perdere le prenotazioni dal momento che al primo di ogni mese dopo le ore 20.00, il data base si aggiorna, e molte persone si collegano per avere una possibilità di visitare questa bellezza naturale. Bisogna essere molto veloci e prenotare anche un termine di riserva, non si sa mai come può essere il tempo il giorno prefissato per la gita. Informazioni si possono avere presso la "Paria Contact Station", anche se si è dell'opinione che non sia più necessario avere queste info. I ranger saranno ben lieti di fornirvi tutte le informazioni possibili (anche per le "location" a grande formato, quali i "White Hoodoos" di cui parlerò più avanti), anche sulle previsioni metereologiche. La "Paria Contact Station" si trova lungo l'Highways 89 nei pressi del milepost 22 e dalla metà di novembre sino alla metà di marzo resta chiusa. Indirizzi e orari d'apertura dei singoli uffici BLM si trovano su: BLM Utah.
Per avere in breve tempo i permessi desiderati escludendo la prenotazione online (questo solo nel periodo da marzo a fine maggio, e da fine settembre alla chiusura invernale), si deve essere alla "Paria Contact Station" alle 9.00 in punto. Poi si ha la possibilità di partecipare all'estrazione dei 10 permessi rimanenti per il giorno successivo. Ricordo inoltre che durante i mesi estivi, questi permessi, vanno per il 99% ai vari TO autorizzati, di conseguenza, bisogna sperare che qualcuno rinunci alla visita, e questo capita raramente. Quindi il mio personale consiglio è quello di prenotare online se si intende visitare l'Onda nei mesi estivi e durante il periodo di chiusura degli uffici di Paria.

Per il territorio di Coyote Buttes, ci sono a malapena cartine che possano definirsi tali, si raccomanda di premunirsi della giusta mappa. Le copie che si ricevono assieme al permesso non possono guadagnarsi il nome di cartina, tuttavia se una persona ha buone capacità di leggere la cartografia su tale pezzo di carta sono segnati dei punti molto importanti per il riconoscimento del territorio. Altrimenti si può rovistare in un grosso raccoglitore di mappe topografiche, purtroppo non è possibile portarle con sè. Oppure fare una ricerca in rete dove si trova parecchio materiale, e da cui è possibile scaricare fotografie con tutti i punti di riferimento (questi sono siti tedeschi ed inglesi) evitare come la peste un certo sito italiano, dove si trovano info sbagliate, e dove sono state privilegiate le foto degli "autori" sul trail a scapito delle fotografie con i punti segnati con delle freccie in modo da non sbagliarsi come hanno fatto i webmaster dei siti di cui sopra. A mio parere le migliori mappe sono quelle dello "UDWR", rilevanti per il viaggio sono i quadri: Q4218 (Pine Hollow Canyon) e Q4318 (Coyote Buttes)..ndr. Cosa buona da farsi, sarebbe quello di cercarle in loco.

mercoledì 21 gennaio 2009

California: West Coast e parchi naturali


Una terra che in passato ha ispirato scrittori e artisti, oggi grande meta di turismo internazionale


"Ai vecchi tempi Jack London e il suo amico George Stirling facevano frequenti visite nel zona di Big Sur; ci venivano a cavallo affrontando il lungo viaggio dalla Valle della Luna... Big Sur ha un suo clima e una personalità tutta sua.
E' una regione dove gli estremi si toccano dove si ha sempre un senso di stagione, di spazio, di grandiosità, di eloquente silenzio". Così Henry Miller, genio sregolato della letteratura americana, scapestrato, squattrinato e viaggiatore, descrive la zona del Big Sur, in cui visse dal 1947 sino agli ultimi anni di vita (morì nel 1980), nell'omonimo libro Big Sur e le arance di Hieronymus Bosch.
Una meta divenuta subito luogo di culto e di pellegrinaggio per gli artisti della beat generation e i suoi seguaci , la zona del Big Sur rimane oggi una tranquilla località della west coast dove trascorrere un paio di giorni immersi nella natura sublime e nei suoi ritmi. Scogliere a picco sull'oceano come nelle Highlands scozzesi, colori e profumi simili ai litorali mediterranei. Una terra costellata da antiche sequoie, punto d'incontro di molte specie di uccelli migratori.
Dalla natura selvaggia e violenta del Big Sur dove l'oceano la fa da padrone, ci dirigiamo verso l'entroterra californiano, direzione nord ovest, a circa 4 ore da San Francisco: nella montagne della Sierra Nevada, dov'è adagiato lo Yosemite National Park. Una natura, anche qui, primitiva nota per i diversi ecosistemi che ospita: foreste millenarie, montagne di roccia nuda e acque argentine. Per i Pellerossa, gli antichi abitanti del parco, yosemite significava terra degli orsi, animali tutt'ora presenti nel parco assieme a cervi, a 75 specie di altri tipi di mammiferi, a 240 specie di uccelli, a 25 specie di rettili e 9 di anfibi, per un territorio che si esende oltre 300.000 ettari, di cui 280.000, sono completamente selvaggi. Amato anche dagli sportivi della motagna, grazie anche alla famosa parete del El Capitain, paradiso del climbing, il parco viene visitato da circa 4 milioni di turisti l'anno. Per chi è intenzionato a visitarlo, vale la pena, data la poca distanza, di recarsi al parco più piccolo di Mariposa Grove: una foresta di sequoie a 2000 metri d'altezza. Il parco è stato battezzato mariposa (farfalla per la lingua dei pellerossa), perché era una zona popolata da splendide farfalle che ormai non ci sono più.

VIAGGIARE NEGLI USA

NUOVE NORMATIVE PER VIAGGIARE NEGLI STATES

Se avete in programma un viaggio negli Stati Uniti, munitevi di pazienza e state ben attenti a rispettare le nuove regole previste dall'"Electronic System for Travel Authorization (ESTA)" (Sistema Elettronico per l'Autorizzazione al Viaggio), regole che si applicheranno ai cittadini dei Paesi che partecipano al "Visa Waiver Program" (Programma “Viaggio senza Visto”, ovvero Giappone, Nuova Zelanda, Australia e gran parte dei Paesi europei, Italia inclusa.
La nuova normativa è introdotta per prevenire nuovi attacchi terroristici attraverso un controllo a tappeto sugli ingressi, anche dei cittadini di Paesi storicamente 
alleati. Oltre ai tradizionali controlli di dogana sulla vostra identità, sull'esistenza di precedenti o pendenze penali a vostro carico e sull'eventuale indicazione del vostro nome in una delle tante liste nere di "indesiderabili" e "presunti terroristi", il governo americano metterà alla prova la vostra sincerità e le vostre intenzioni con una serie di domande cui dovrete rispondere nel modulo di richiesta che dovrete compilare online, domande in gran parte simili a quelle già previste dal modulo verde I-94. "Sta cercando di entrare negli Stati Uniti per partecipare ad attività immorali o criminali? E' ora, coinvolto in attività di spionaggio o sabotaggio, o in azioni terroristiche? O in genocidio?" La registrazione deve effettuarsi online, almeno 3 giorni prima della partenza, presso il sito web dell'ESTA e richiede la comunicazione di tutta una serie di dati che porteranno alla concessione o al diniego dell'autorizzazione a seconda del risultato delle indagini svolte dai funzionari ESTA. Si legge, nella nota informativa dell'ESTA, che "se l’autorizzazione elettronica al viaggio è approvata, questo permesso stabilisce il diritto di viaggiare, ma non garantisce il diritto del richiedente di entrare negli Stati Uniti nell’ambito del "Programma Viaggio senza Visto" (Visa Waiver Program).
Al momento dell’arrivo negli Stati Uniti, il viaggiatore sarà intervistato da un funzionario dell’Ufficio delle Dogane e della Protezione delle Frontiere (Customs and Border Protection) nel punto di ingresso, che avrà il diritto di dichiarare il viaggiatore non idoneo, nell’ambito del Programma Viaggio senza Visto (Visa Waiver Program) o per qualsiasi altra ragione relativa alle leggi degli Stati Uniti."
 Da oggi, il sistema ESTA sostituisce il modulo verde I-94, i cittadini degli Stati interessati potranno continuare ad entrare negli Stati Uniti senza visto per rimanervi fino a 90 giorni,  solo a condizione di essersi registrati nel sistema ESTA, aver ricevuto l'apposita autorizzazione di viaggio (valida per due anni) e la successiva autorizzazione d'ingresso presso l'aeroporto d'arrivo. Chi dovesse mettere piede negli Stati Uniti senza l'autorizzazione di viaggio ESTA, rischierà l'arresto e sarà certo dell'immediata espulsione.